Viaggio nella memoria della Terra Sarda


Quest’anno non avevo in programma di andare in Sardegna, per tutta una serie di motivi pratici, anche se il mio cuore era un po’ triste per questo. Finchè all’ultimo, la sera prima di partire, prenoto un volo e tra mille peripezie la mattina dopo parto.

Sin dal mattino mi sento “avvolta” da buone energie, da Esseri benevoli che mi accompagnano in questo viaggio, insieme alla mia campana di cristallo piccola, protetta e riposta nello zaino.

Al mio arrivo, felice, riabbraccio i miei genitori che non vedevo da giugno e andiamo nella nostra casetta sulla collina di Olbia. Poco dopo vengo colta da un rilassamento particolare e la mia coscienza si espande. Vengo accompagnata dalle Guide che mi assistono a vivere un viaggio nella memoria della Terra Sarda. Un viaggio che ha come scopo trasmettermi delle informazioni che a mia volta condivido con Voi.


Per me è normale sin da bambina spostarmi tra le dimensioni, ma col tempo ho imparato, per vivere una vita equilibrata, a vivere queste esperienze solo quando sono utili a me e ad altri, come quando scrivo e soprattutto quando facciamo gli incontri.

Questo viaggio mi ha donato informazioni e insegnamenti spirituali utili per crescere, evolvere e lasciare andare mie stesse memorie non più utili: esperienza che oggi mi auguro coinvolga anche te che leggi.

Sono da sempre attratta dai luoghi sacri sardi, che parlano di un’epoca ancestrale come le tombe dei giganti, i pozzi sacri, i menhir e i templi antichi appartenenti all’epoca nuragica.

Ne ho sempre avuto una percezione differente da quella data dalla maggior parte degli archeologi, percezione che ho condiviso con persone che vivono questi luoghi da anni e vi meditano per lungo tempo.


Anche se non sei mai stato in Sardegna, questa storia può riguardarti comunque perché templi analoghi, con queste tecnologie (poi vedremo di che si tratta) vi erano anche in altre località italiane; molti di questi oggi giacciono dormienti sotto le chiese costruite a posteriori o riassorbite e nascoste dai boschi e dai fiumi. Oggi ne restano tracce fisiche ed energetiche.

Partiamo insieme… grazie all’espansione della mia coscienza con al mio fianco due Maestri spirituali, arriviamo su un’altura vicino casa mia, ai giorni nostri, e il tempo inizia a scorrere all’indietro, come se avessimo premuto il tasto rewind del telecomando.


Appare un paesaggio simile e diverso al tempo stesso. Lo scenario è verdeggiante, ricco di acqua, di prati, di piante verdi e cariche di frutti. La terra è rigogliosa, abbondante, fertile e accogliente. I suoi frutti e la sua energia ad alta frequenza nutrono la popolazione dell’epoca. Nel cielo volano macchine ed è diffusa un’intensa tecnologia a cui noi oggi non siamo abituati. Gli antichi templi sono attivi, sono portali tra le dimensioni. Sono composti da una parte di roccia, di pietra granitica (ciò che resta oggi) e una parte eterica, energetica; vi sono inoltre metalli e cristalli preziosi che sono conduttori di energia.



Gli scambi con altri mondi fanno parte della normalità. Così come è normale sapere che la tecnologia ha un impatto positivo sulla vita quando è affiancata dallo sviluppo spirituale e della coscienza.

Si tratta di una tecnologia in armonia con le leggi cosmiche che gli esseri umani, avendo un livello di coscienza più elevato, riuscivano a decifrare e applicare.


(Vorrei ricordarvi che in altre culture spirituali questo è del tutto normale. I testi sacri vedici dell’India raccontano di questa normalità. Lo Yoga stesso non è una religione, ma potremmo definirlo una scienza spirituale che si occupa dello sviluppo dell’uomo nella sua completezza, dal fisico, all’energetico fino alla realizzazione del Sé divino.)


Questi umani vivevano come oggi si vive su pianeti superiori alla Terra, come Venere e gli scambi con altri luoghi del cosmo erano perfettamente normali e diffusi. Si basavano sulla regola cosmica per cui tutto ciò che scambiamo e condividiamo si amplifica e ne guadagnano tutti, anche il pianeta (lo scrivo avendo nella mia mente l’immagine delle statue della dea Madre ritrovate).

Gli scambi riguardavano non solo beni utili ma anche informazioni per crescere spiritualmente.


Nel guardare tutto questo mi coglie una tenera nostalgia perché ricordo quei mondi e quella sacralità vissuta nel quotidiano fin dentro la carne, così diversa dalle religioni che ho trovato in questa vita.

Allora le Guide al mio fianco iniziano a impartirmi il loro insegnamento, perché un insegnamento spirituale non è avere informazioni, ma una saggezza che ti viene trasmessa nel cuore e nell’energia. Mi insegnano che ciò che ho visto può essere ricreato in ogni luogo, che non ha senso restare attaccati alle macerie dei templi (alcuni sono stati privati dei pezzi più importanti) quando essi sono il frutto della genialità che alberga nell’essere umano.

In ogni tempo e luogo, possono sorgere nuovi templi e nuovi riti che amplificano, nutrono e celebrano la sacralità della vita. Così come continuano a fare esseri di altri mondi che sono qui, tra noi, nelle nostre montagne e mantengono la conoscenza di questa “tecnologia ad amore”.


Questo viaggio consolida dentro di me la visione dello scopo di questa mia incarnazione e il proposito di ricreare con le persone dei “templi”, in cui riunirci, consapevole che il primo tempio è il nostro corpo.

Tutto questo conferma il richiamo della mia Anima a spostarmi in luoghi ad alta intensità energetica e curare i chakra della Terra stessi ove vengo condotta.

Comprendo il ritorno del Suono come strumento magico attivatore di quegli antichi templi e del tempio interiore. Ho condiviso le mie teorie sul suono come attivatore dei luoghi sacri sardi con le persone del luogo di cui ho molta stima e rispetto, che le trovano molto plausibili per le conformazioni di questi, ritenendo invece poco veritiere e condizionate le spiegazioni date dagli archeologi.


Considero tutto questo molto importante per lo sviluppo e la crescita dell’essere umano e per il ricordo di un tempio che ospitava riti iniziatici per fare crescere l’essere umano.

Dal mio canto (in tutti i sensi) mi sto adoperando per ricreare questo tipo di rituale sacro e terapeutico. Nel rituale: l’iniziazione è l’energia maschile, la cura è l’energia femminile.

Insomma la mia base, con i miei strumenti è per me la versione “moderna” di quella antica che vi ho narrato.

Fuori dagli schemi assorbiti, c’è un mondo che batte di Vita e ogni pulsazione è generatrice.

Un grande abbraccio,

Krizia